
Molti si interrogano sulle potenzialità del Sulcis Iglesiente (ed in generale anche dell’intera Regione Sardegna) e sulla possibilità di sfruttare il comparto turistico per il rilancio economico. Indubbiamente è una bella sfida ma ritengo possa rappresentare un’opportunità concreta per creare occupazione sul nostro territorio.
Il clima mite (o meglio estivo) che in questi mesi sta accompagnando l’autunno sulcitano può e deve essere un ulteriore spunto per concentrarci su un tema decisamente serio:
può essere realmente il Sulcis Iglesiente una vera meta turistica?
E’ necessario superare la tendenza al localismo: fare rete e mettere a sistema gli attori locali significa capire quanto realmente il turismo può (nelle sue più svariate forme) creare lavoro e benessere per tutto il territorio!
Un’immagine coordinata ed un unico brand territoriale rappresentano passaggi obbligatori sul cammino della trasformazione territoriale.
Offrire il “luogo” non la “località”
Lo scenario turistico mondiale è in continua trasformazione e noi dobbiamo essere pronti a cogliere le nuove sfaccettature, dobbiamo essere capaci di inserirci nel mercato come meta autentica in grado di soddisfare le differenti esigenze del viaggiatore. Uso questo termine “viaggiatore” perchè ora più che mai lo trovo più appropriato rispetto al semplice termine “turista”. L’individuo oggi è un viaggiatore che vuole scoprire ed avere nuove esperienze che va oltre alla tipica pratica del turismo spiaggia+mare.
Abbiamo le potenzialità per offrire vacanze differenti per accogliere differenti tipi di viaggiatori?
Credo che la risposta possa essere solo SI!
Siamo in grado di offrire differenti viaggi ed esperienze perché il nostro è un territorio ricco di storia da raccontare e di paesaggi naturali che vogliono e possono far parlare di sé.
La nostra forza sarà realmente quella di rendere il territorio accogliente orientandoci verso quei viaggiatori che possono vedere nel Sulcis Iglesiente non una località da visitare ma un luogo da vivere attivamente.
Senza entrare nello specifico (è il primo articolo del blog, dunque lascio alle prossime scritture lo svisceramento dei vari punti di vista) nel Sud Ovest Sardo le potenzialità turistiche esistono e possono essere il vero traino per entrare e posizionarci sul mercato in modo differente, penso per esempio al kitesurf, all’equiturismo, alla vela, al trekking, alle escursioni, al turismo minerario, all’enogastronomia ed al carignano; ma questo è solo uno scorcio di ciò che vedo tutti i giorni.
Mettere l’ospitalità al primo posto durante tutto l’anno è il primo passo.
Il secondo? Diversificare e integrare l’offerta, alcune idee potrebbero svilupparsi dalla strutturazione di vacanze Short Break a carattere esperienziale dove la combinazione tra sport e natura genera un nuovo prodotto “benessere” sia per corpo che per la mente.

Creare un’immagine unica e formulare una strategia turistica integrata (strategia che non resti sulla carta o sui infiniti piani strategici), significa partire con poche mosse concrete come sa fare un’abile giocatore di scacchi.
Abbiamo la fortuna di vivere in un territorio ancora poco conosciuto che è capace di offrire differenti emozioni per tutti i 12 mesi, forse è il momento di mettere realmente tutto in rete e non sulla rete.
Naturalmente non è solo di ciò che abbiamo bisogno, ma le basi, le potenzialità e gli operatori ci sono. Dopotutto il territorio diventa turistico quando nella consapevolezza dei suoi abitanti c’è il primo vero punto di forza!
Vi starete chiedendo se mi sono dimenticato del problema dei trasporti, punto focale nello sviluppo turistico dell’isola, ma vi assicuro che troverà trattazione separata nei prossimi spunti sul turismo sulcitano e non solo!

